Rassegna al Kinemax


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In questo angolo di mondo

Tratto dal manga di Fumiyo Kouno uscito sulla rivista Weekly Manga Action, il film racconta la storia di Suzu Urano a Kure, Hiroshima, durante la Seconda Guerra Mondiale. La protagonista è infatti una giovane giapponese, sognatrice e piena di vita, che va in sposa a un dipendente del Ministero della Giustizia nella città di Kure subito prima dello sgancio della bomba atomica, nei drammatici giorni del conflitto che ha segnato in maniera profonda e indelebile la storia del Giappone. Il film ha vinto il prestigioso premio “Animation of the Year” alla 40a edizione del Japan Academy Prize, i cosiddetti Premi Oscar Giapponesi, gareggiando contro giganti come "Your Name" e "One Piece Film Gold". In giugno si è anche aggiudicato il prestigioso Premio della Giuria al Festival d'Annecy.

IN PROGRAMMAZIONE 19-20 SETTEMBRE

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La forma della voce

Un coraggioso e poetico lungometraggio di una delle rare registe giapponesi, Naoko Yamada, che racconta con delicatezza ma senza pietismo le difficoltà di Shoko Nishimiya, una ragazzina non udente, vittima del bullismo del suo compagno Shoya, in seguito anche lui preda di altri coetanei. Il film è tratto dall’omonimo manga di Yoshitoki Oima, pubblicato in Italia da Star Comics. Dopo essersi posizionato come uno dei maggiori incassi della scorsa stagione cinematografica giapponese, il film è stato presentato con successo al Future Film Festival 2017.

IN PROGRAMMAZIONE 24-25 OTTOBRE

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Never ending man

Il documentario sul genio creativo che ha rivoluzionato la storia dell’animazione mondiale: Miyazaki. Nel settembre del 2013, annunciò il suo ritiro dal mondo del cinema d’animazione. Ma Kaku Arakawa, un regista che lo ha seguito per oltre 10 anni, ha documentato il riavvicinamento del maestro al mondo dell’animazione, stavolta col supporto di giovani animatori che utilizzano la computer-grafica (CGI). Ma non è stato facile… Miyazaki, da sempre amante dell’animazione a mano libera, ha incontrato diversi ostacoli. Il regista ha così commentato: “Quando ho iniziato a girare e a seguire Miyazaki per questo documentario, continuava a dire ‘Sono solo un vecchio pensionato’. Ma quando ha iniziato a lavorare insieme ai giovani artisti CGI, l’ho visto infiammarsi una seconda volta”. Con un approccio intimo e delicato, questo documentario ritrae lo Studio Ghibli e Miyazaki all’età di 75 anni, nel tentativo di ritornare alla ribalta ancora una volta.